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Infortuni da Ciclismo: Come Gestire i Problemi Comuni

CAO JINXIN 7 min read
White cervélo road bike with black handlebars and tires illustrating bike fit to prevent nerve compression injuries

 

Il ciclismo è una delle scelte migliori per l'attività fisica all'aperto. È un ottimo esercizio cardio e permette di esplorare paesaggi meravigliosi. Tuttavia, se non si presta attenzione, può anche causare qualche problema al corpo. Quindi, cosa si può fare per i comuni infortuni legati al ciclismo?

 

1. Dolore ai piedi durante la pedalata

 

La potenza nel ciclismo deriva dalla spinta sui pedali. Questa azione può talvolta causare fastidio ai piedi. Scarpe da ciclismo Le scarpe da ciclismo sono spesso aderenti e, se la posizione del piede non è corretta, specialmente durante le uscite lunghe, si può avvertire dolore ai piedi. Il dolore all'avampiede è piuttosto comune tra i ciclisti esperti. Ciò accade in parte perché le scarpe da ciclismo sono strette nella parte anteriore e, quando si è agganciati ai pedali (sistema "clipless"), si esercita molta pressione sulla parte anteriore del piede. Un problema comune è il neuroma di Morton. Questo colpisce solitamente lo spazio tra il terzo e il quarto dito, causando un dolore bruciante, acuto o lancinante che può irradiarsi verso le dita. I medici possono utilizzare l'ecografia o la risonanza magnetica per diagnosticarlo.

 

 

Soluzioni rapide: prova pedali più larghi, sposta la tacchetta (la parte che si aggancia) più indietro sulla scarpa, acquista scarpe da ciclismo personalizzate con pianta larga o utilizza dei supporti metatarsali (speciali cuscinetti sotto l'avampiede).

 

Se questo non dovesse funzionare, l'intervento chirurgico per rimuovere il neuroma potrebbe essere un'opzione.

 

2. Piaghe da sella e pressione su nervi/vasi sanguigni

 

Gran parte del peso corporeo grava sulla sella, specialmente sulle bici da turismo o sulle mountain bike dove si siede in posizione più eretta, aumentando la pressione tra la pelle e il sedile. Ecco perché i ciclisti su strada professionisti indossano pantaloncini imbottiti: per ridurre la pressione sulla zona sensibile dell'inguine. Tuttavia, quel fondello spesso può causare problemi cutanei come eczemi, follicoliti (bulbi piliferi infetti), foruncoli o persino ulcere cutanee. L'irritazione a lungo termine potrebbe portare a una cisti in quella zona, a volte chiamata scherzosamente "terzo testicolo".

 

Trattamento: Fai una pausa dalle lunghe pedalate. Applica creme antibiotiche o antimicotiche sulla zona interessata.

 

Prevenzione: mantieni i tuoi pantaloncini da ciclismo puliti e asciutti. Fai la doccia e cambiati subito dopo la pedalata. Assicurati che la bici sia regolata correttamente e che la sella sia della larghezza giusta.

 

Oltre ai problemi cutanei, la pressione della sella può anche comprimere nervi e vasi sanguigni nell'inguine. Ciò accade a causa del peso corporeo e perché inclinarsi in avanti in modo aggressivo (come durante uno sprint) aumenta significativamente la pressione. La "Sindrome del ciclista" si riferisce specificamente alla compressione nervosa in quest'area, che può causare dolore, sensazioni di bruciore, disfunzioni sessuali o persino incontinenza.

 

Prevenzione: Cambia spesso la tua posizione di guida. Alzati periodicamente sui pedali. Fai controllare l'assetto della tua bici: l'altezza, la larghezza e l'inclinazione della sella sono fondamentali. Cerca selle con un'apertura o una scanalatura centrale per scaricare la pressione. La distanza e il dislivello del manubrio non dovrebbero essere troppo estremi. Cosa più importante, ascolta il tuo corpo e riposa; questi problemi sono spesso temporanei e migliorano prendendosi una pausa dalla bici.

 

3. Intorpidimento del polso e della mano

 

Sebbene la maggior parte del peso sia distribuita sulla sella e sui pedali, le braccia e le mani ne sostengono comunque circa il 25-40%. Mantenere i polsi premuti sul manubrio per lunghi periodi può causare la compressione dei nervi. Un problema comune per i ciclisti è la compressione del nervo ulnare (quello che comunemente chiamiamo "nervetto della musica"), spesso a livello del polso (nello specifico il ramo profondo). Trattandosi di un nervo misto, la compressione può causare intorpidimento al mignolo e all'anulare e, nei casi più gravi, debolezza muscolare o la cosiddetta "mano ad artiglio".

 

Prevenzione: Cambia frequentemente la posizione delle mani sul manubrio. Usa guanti da ciclismo con un buon fondello. Se avverti intorpidimento, riduci il tempo di guida, aggiungi più imbottitura, regola l'altezza o la portata del manubrio per renderla meno aggressiva, oppure scegli una larghezza del manubrio adatta a te. I mountain biker potrebbero trarre beneficio dalle forcelle ammortizzate che assorbono gli urti.

 

 

4. Incidenti e infortuni (principalmente alla parte superiore del corpo)

 

Cadere dalla bici è purtroppo comune e la parte superiore del corpo è quella che subisce il colpo maggiore. Gli infortuni più frequenti dovuti alle cadute sono

 

  • Frattura della clavicola: Molto comune nel ciclismo su strada. Sentirai dolore nella parte anteriore della spalla, noterai un rigonfiamento o dei lividi e istintivamente terrai il gomito sollevato inclinando la testa e il corpo verso il lato leso. I medici utilizzano le radiografie per diagnosticarla. La maggior parte dei casi non richiede un intervento chirurgico. Spesso è possibile tornare sui rulli indoor entro una settimana e pedalare di nuovo all'aperto in 2-3 settimane.
  • Frattura del capitello radiale: Più comune nella mountain bike e nel BMX. Avvertirai dolore al gomito, specialmente durante la torsione dell'avambraccio, e potresti percepire degli scatti. La diagnosi richiede solitamente radiografie e talvolta una TAC. Dopo il trattamento (chirurgico o meno), inizia presto esercizi leggeri di flessione e torsione. Potresti tornare sui rulli in 2 settimane, pedalare all'aperto in 6 settimane e riprendere l'attività intensa come il downhill in 10-12 settimane.
  • Fratture costali: Anche comune. Se si rompono diverse costole, prestare attenzione ai segni di un polmone collassato (pneumotorace) o di lesioni interne. Il recupero richiede solitamente 4-6 settimane.
  • Altre fratture: Le fratture o le lussazioni meno comuni richiedono l'intervento tempestivo di un ortopedico o di uno specialista in medicina dello sport. Segui i loro consigli per il trattamento e la riabilitazione.

 

5. Lesioni da sovraccarico (principalmente agli arti inferiori)

 

Diventare più veloci e forti significa passare lunghe e faticose ore in sella. Tuttavia, questo può portare a infortuni da sovraccarico che colpiscono principalmente le gambe, a differenza dei traumi da caduta che interessano la parte superiore del corpo.

 

Sindrome della bandelletta ileotibiale (ITBS): si tratta di una condizione molto comune. È un'infiammazione causata dallo sfregamento della bandelletta ileotibiale contratta contro la parte esterna del ginocchio, che provoca dolore e talvolta una sensazione di scatto. Tra le cause figurano sprint improvvisi, molta salita o l'uso di una corona grande. Anche la posizione del piede è importante: puntare eccessivamente le dita verso l'interno, avere troppo o troppo poco "float" (gioco) nei pedali o un'eccessiva pronazione del piede durante la pedalata possono contribuire al problema. A differenza dei corridori, i ciclisti solitamente non hanno bisogno di rafforzare specificamente i muscoli dell'anca per la ITBS. Si può rimediare regolando il posizionamento in sella (bike fit), seguendo una terapia fisica (foam rolling, stretching, massaggi), ricorrendo a infiltrazioni di cortisone (sotto guida ecografica) o riducendo il tempo trascorso in bici. L'intervento chirurgico (come la pulizia dell'area infiammata o l'allungamento della bandelletta) rappresenta l'ultima spiaggia.

 

Dolore al ginocchio (anteriore): il dolore intorno alla rotula è un altro motivo principale per cui i ciclisti si rivolgono a un medico. Spesso è dovuto alla tendinite rotulea ("ginocchio del saltatore"), alla sindrome del dolore femoro-rotuleo (dolore rotuleo generico) o a lesioni della cartilagine sotto la rotula.

 

Tendinite rotulea: trattala come la sindrome della bandelletta ileotibiale (ITBS): riposo, evita le salite e valuta infiltrazioni di cortisone, terapia con onde d'urto, PRP o iniezioni di cellule staminali. Controlla l'assetto della tua bici: assicurati che il ginocchio non sia troppo avanzato rispetto all'asse del pedale durante la fase di spinta massima.

 

Dolore femore-rotuleo/Danni alla cartilagine: Una risonanza magnetica può mostrare alterazioni del liquido o dell'osso sotto la rotula. I danni alla cartilagine potrebbero richiedere un'artroscopia del ginocchio per la conferma e il trattamento (come la microfrattura). Importante: Le lesioni del menisco rilevate tramite risonanza magnetica o durante un'artroscopia solitamente non sono la causa del dolore al ginocchio nel ciclismo e non richiedono interventi, a meno che il ginocchio non si blocchi.

 

Altri dolori alle gambe: i problemi alle caviglie (come i disturbi al tendine d'Achille) possono derivare da un sovrallenamento o da un posizionamento errato in sella (sella troppo alta o troppo bassa). Il dolore all'anca spesso coinvolge la bandelletta ileotibiale che sfrega contro l'osso dell'anca (borsite trocanterica), trattata in modo simile alla ITBS. Un problema raro ma grave per i ciclisti professionisti è la compressione dell'arteria iliaca (riduzione del flusso sanguigno alla gamba dovuta alla posizione seduta prolungata), diagnosticata con una TAC speciale (angio-TC) e trattata da specialisti vascolari.

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